Il Vaticano

Il Vaticano da non perdere: Basilica di San Pietro, Cappella Sistina, Giardini Vaticani, Grotte Vaticane

La Città del Vaticano è lo stato più piccolo del mondo (44 ettari), ma è grande essendo nel cuore di milioni di fedeli. Inoltre possiede una abbondanza senza eguali di preziosi artistici.

LA BASILICA DI SAN PIETRO

Il tragitto più bello per visitare la Basilica di San Pietro non può che cominciare da Piazza San Pietro, abbracciata dal grandioso ovale del colonnato seicentesco del Bernini (284 colonne e 88 pilastri, su 4 file), suddiviso in due padiglioni. Al centro, due fontane e un obelisco, vicino al quale si può cogliere un particolare effetto ottico del geniale Bernini: sulla pavimentazione due pietre circolari, da dove il porticato, a quadruplice file di colonne, sembra formato da una sola fila. Da qui si ammira la Basilica, con la suggestiva facciata del Maderno chiusa dalla magnifica cupola michelangiolesca. Dalle quattro grandi porte di bronzo (la quinta, più a destra, si apre solo in occasione del Giubileo) ci si addentra in un’estensione che l’occhio non riesce a comprenderne la vastità. Se ci si avvicina nel punto d’incontro delle navate, presso il Baldacchino di Pietro, anche questo di Bernini, si può avere un’idea delle reali dimensioni. Nella prima cappella della navata c’è la Pietà, capolavoro realizzato da Michelangelo quando aveva trent’anni. Lo stile colossale spicca anche nei Musei Vaticani, fra i più enormi e ricchi del mondo: oltre 70000 pezzi esposti (e altri 50000 nei depositi). Perciò è consigliato una visita guidata per apprezzare gli aspetti più rilevanti.

Essendoci tanto da vedere è consigliato scegliere alcune tappe ben precise, in tal modo non ci si stancherà troppo prima di arrivare alle più famose opere d’arte. Da non trascurare la Cappella Sistina, con i dipinti di Michelangelo fra i quali il Giudizio Universale, sulla volta raffigurazioni della Genesi e altri eventi biblici. Essendo dipinti nell’arco di venti anni, ci permettono di capire lo stato d’animo altalenante ed il cammino spirituale dell’artista. Un’altra tappa obbligatoria sono le meraviglie di Raffaello: gli affreschi nelle Stanze a lui dedicate sono fra le migliori rappresentazioni del classicismo cinquecentesco, molte delle quali cominciate dall’artista e ultimate dai suoi alunni; poi la Trasfigurazione, la sua opera conclusiva. Prima di uscire ammirerete la Deposizione dalla Croce del Caravaggio.
Gli altri Palazzi Vaticani non sono aperti al pubblico, ad eccezione di particolari visite guidate; perciò si può solo intravedere qualcosa dai portoni. Invece sarà bellissimo entrare, solo con visite guidate, nei Giardini con statue e fontane, che abbelliscono quasi il 50% dell’area dello Stato.
Le guardie pontificie: solo se celibi
Il corpo, fondato nel 1506, ha più di mezzo millennio e non li dimostra. Le loro uniformi, con i caratteristici colori a bande gialle, rosse e blu, sono ‘griffate’ a quanto si dice da Michelangelo, essendo da lui ideate. Le prime guardie svizzere, considerate perfette per fedeltà, coraggio e determinazione, furono arruolate a Roma da papa Giulio II, che nel 1512 conferì loro la qualifica di ‘difensori della libertà della Chiesa’. Attualmente, per avere l’onore di entrare in questo corpo speciale ed unico di 110 soldati, bisogna essere in grado di soddisfare severi requisiti: uomini di cittadinanza svizzera di età fra 19 e 30 anni, alti non meno di 1,74 metri, di fede cattolica, di buona istruzione e celibi (è possibile sposarsi in seguito se si conseguono i gradi superiori).
Informazioni biglietti e orari di visita
Basilica di San Pietro: tempi di attesa: iù lenti fra primavera e autunno (almeno 30 minuti). In inverno si fa prima.
Orari e prezzi: L’ingresso alla Basilica è gratuito (orario: 7-18.30 o 19 da aprile a settembre; L’ingresso alle Grotte, con i sepolcri dei Papi, chiude un’ora prima). Per ascendere alla Cupola, dal lato destro del portico, entrata a pagamento (7 o 5 euro), orario: 8-17 (18 estivo).
Musei Vaticani: Tempi di attesa: Può capitare di dover aspettare anche fino a 2 ore, a parte il mercoledì mattina (circa 30 minuti), in combinazione con l’Udienza generale.
Orari e prezzi: I Musei Vaticani sono accessibili dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle 18 (come ultimo ingresso utile alle 16); il biglietto costa 14 Euro (ridotto 8 Euro, studenti 4 Euro) e può essere comperato online. Ogni ultima domenica del mese è una giornata speciale, con entrata gratuita, dalle 9 alle 14 (ultimo ingresso utile alle 12.30). Info: tel. 06 69884676; mv.vatican.va oppure vatican.va
Necropoli Vaticana e Tomba di San Pietro: la prenotazione si indirizza all’Ufficio scavi della Fabbrica di S. Pietro, per e-mail: scavi@fsp.va o via fax 06.69873017).
È necessario prenotare un mese in anticipo, specificando il numero e i nomi dei partecipanti. Per altre informazioni si deve telefonare all’Ufficio scavi Fabbrica di S. Pietro, tel.06.69885318.

LA CAPPELLA SISTINA

Quando dipinse la Cappella Sistina Michelangelo si dilettò a creare effetti, più o meno nascosti, basati sulla Cabala ebraica. Il libro ‘I Segreti della Sistina’, di Doliner e Blech, afferma che tante figure si rifanno a simboli dell’ebraismo…

L’ALBERO DEL PECCATO

Il frutto della disubbidienza qui è il fico, che nella Bibbia rappresenta felicità ed estasi (mentre nel paganesimo il dio del vino Bacco ha con sé un canestro di fichi, frutti della fertilità e dell’amore). La proibizione di mangiarlo tuttavia non si riferisce alla sfera sessuale, ma a quella della conoscenza, in quanto, secondo il Tentatore, avrebbe reso Adamo ed Eva sapienti come Dio. Sia l’uomo che la donna sono responsabili cogliendone uno ciascuno. Il serpente ha sembianze femminili, in contrasto con l’angelo che li caccia dal Paradiso, per rappresentare le caratteristiche umane di sentimento ed erotismo, rispettivamente attribuibili in maggior misura a femmina e maschio, che si integrano a vicenda.

IL MANTELLO DI DIO

Il mantello trae potenza di chi lo veste, e muovendosi la emana all’esterno. Questo segue i contorni di un cervello umano, a dimostrare che Michelangelo aveva studiato anatomia. Ciò vuole significare che l’Universo è nell’intelletto, la forza creativa è guidata dalla divina sapienza: Dio pensa e concepisce, dando un nome e un numero.

IL CERCHIO GIALLO

La Bibbia narra che prima che Mosè divida le acque del mar Rosso, il figlio di Aminadab, Nasson si butta nel Mar Rosso. Aminadab è quindi un ebreo, con prova il cerchio giallo della vergogna, usato dai cristiani come marchio. Più intenso è il Giudizio Universale, dove un simile contrassegno (un copricapo giallo con le corna, caratteristico degli israeliti), è presente sul capo di un eletto. In contrasto con la dottrina ecclesiastica, che li relega nel limbo, Michelangelo mette gli ebrei in Paradiso, consentendone l’accesso anche alle donne, che, a differenza dell’irrazionale teologia di allora, non avrebbero l’anima.

IL MARTIRIO Dl CRISTO

Una spugna inzuppata d’aceto, la frusta, il giavellotto che ricorda nella sagoma appuntita il simbolo di Marte (l’eros, la virilità). Ma la più notevole è la croce con all’apice la corona di spine, che ricorda invece il simbolo di Venere (il sentimento, la femminilità). La croce raffigura le quattro direzioni e la relazione tra l’uomo, col braccio orizzontale, e Dio col braccio verticale.

LA SIBILLA CUMANA

Le sibille, vergini profetesse divine che proclamano la venuta del Messia con caratteri ebraici, atteggiamenti e cenni simbolici, con un libro che pone l’accento sulla loro erudizione in contrasto con l’ignoranza di Papa Giulio II. Presso la sibilla cumana dalla corporatura maschile (tutte le donne di Michelangelo sono corpose) il putto che abbraccia l’altro fa un segno volgare con la mano, augurante fertilità.

IL SERPENTE DI RAME

Di solito il serpente offre una metafora enigmatica: erotismo, pericolo, astuzia. Il racconto biblico narra che in seguito a una rivolta in Israele, Dio punisce gli idolatri mandando serpenti velenosi, ma dopo che questi si sono rivolti a Mosè invocando perdono, proprio con l’immagine di un serpente di rame che devono fissare con lo sguardo, possono ottenere la guarigione miracolosa dopo un morso velenoso. Questo perché il serpente, mutando ogni anno la pelle, personifica la trasmutazione e la risurrezione, capacità profetiche e curative.

GLI STRUMENTI DEL MARTIRIO

I martiri se ne vantano, come per dire ‘noi ci siamo riusciti, ora sta a voi’. San Sebastiano ha le frecce con cui è stato martirizzato, Biagio con i pettini di ferro, Caterina la ruota. Poiché l’atteggiamento e il volto di questi ultimi avevano lineamenti sensuali, il segretario del papa (che Michelangelo ha riposto nell’inferno in veste di Minosse con orecchie d’asino) pochi mesi dopo la morte del pittore li fece cancellare e ridipingere dal suo allievo Daniele da Volterra. La grata di San Lorenzo, che in realtà si rivela una scala al centro di tutto l’affresco; probabilmente la scala della visione avuta da Giacobbe, nella quale si vedono scendere e salire gli angeli da questo mondo all’altro.

LA QUERCIA E IL DIAVOLETTO

La quercia di Giove, massiccia, solida e secolare, rappresenta la potenza divina. Un auspicio di solidità e continuità se non fosse per il demonio dipinto da Botticelli (Tentazione di Cristo) che s’intravede fugacemente. Da dove proviene questa ispirazione? L’albero, in realtà un rovere, sottintende la casata dei Della Rovere che ha dato due papi, Sisto IV, padre della cappella Sistina, e il nipote Giulio II divenuto tristemente noto per la sua degradazione. Tutti gli artisti assoldati, Pinturicchio, Ghirlandaio, Botticelli, Perugino, come pure Michelangelo, li odiavano, cogliendo ogni occasione per velare, dietro a rappresentazioni allegoriche, offensive sprezzanti.

I CERCHI SUL PAVIMENTO

Anche nel pavimento glifi ebraici sono abbondanti. La stella di Davide e i dieci tondi (diversi tipi di potenze con cui, secondo la Cabala, Dio ha creato l’universo), disegnano un viaggio simbolico, segnando ogni fase fondamentale del rituale del Papa. Le misure della cappella sono in scala rispetto al tempio di Salomone, dove, nell’area assegnata al sacerdote, c’era un punto ‘magico’, che corrisponde in Sistina all’ultimo cerchio del tragitto: qui in riflessione sui numeri ci si elevava fino al supremo.

LE GROTTE VATICANE

C’è un altro Vaticano misterioso e affascinante sotto il pavimento della basilica. Si tratta di una grande necropoli ove, nel secolo scorso, papa Pio XII fece intraprendere gli scavi che portarono alla luce la tomba di San Pietro. In origine quando s’iniziarono i lavori di edificazione della basilica, fu fatto ricoprire di terra il colle vaticano per appianarne la superficie, compreso l’area cimiteriale in questione; per questo motivo si è mantenuta in ottime condizioni.
È possibile partecipare a visite guidate, da prenotare in anticipo via mail o fax. Una volta fatta la prenotazione, si va al cancello contiguo al palazzo del Sant’Uffizio, dopodiché le guardie svizzere vi indicheranno il percorso da intraprendere. Arrivati all’entrata della necropoli, sarete affiancati da una guida, la quale vi illustrerà i tanti mausolei, sarcofagi e chiesette finemente decorate. Infine si giunge nel punto che è esattamente nella verticale della cupola della basilica; qui, si trova la tomba di San Pietro. Il tour, di circa novanta minuti, termina con un breve accesso alle Grotte vaticane, con i sepolcri dei recenti Papi.

I GIARDINI VATICANI

Certamente una visita ai giardini, in un paio d’ore, vi metterà più allegria. Sono stati realizzati nella sua parte più antica per volere di Niccolò III nel 1279, in occasione del cambiamento della dimora papale dal Laterano al Vaticano. Poi in seguito sono stati ampliati fino a estendersi per quarantaquattro ettari. Nel parco vi sono piante esotiche e mediterranee, con molte aiuole colorate e profumate. Si possono apprezzare le splendide fontane, in particolare quella a forma di galeone che spara fiotti d’acqua dai cannoni.
È possibile entrare nel Vaticano da Porta Sant’Anna, tante volte inquadrata dalle telecamere televisive, lungo il Viale di Porta Angelica, e vedere luoghi solitamente accessibili solo a dipendenti e clericali che operano all’interno. È sufficiente chiedere alle guardie svizzere di volersi recare all’Osservatore Romano per osservare o acquistare le foto di una riunione papale. Incamminandosi nella viuzza a destra vedrete anche il largo torrione di Niccolò V, al cui interno vi sono gli uffici dello IOR, la banca vaticana.
Informazioni biglietti e orari di visita: La prenotazione è da fare almeno una settimana anticipo, solo via fax al numero 06.69884019. Il tour si svolge le mattine dei giorni pari e dura due ore.

IL PAPA: INDULGENZE E BENEDIZIONI

Per sapere tutto del Papa il modo migliore è cominciare con una visita al sito ufficiale (vatican.va).
Qui si può scaricare il modulo per fare richiesta alla Prefettura Pontificia (tel. 06 69883017) di avere il privilegio di assistere gratuitamente all’Udienza Generale del mercoledì mattina. Ottenuto il biglietto, lo si spedisce per posta o fax al numero 06 69885863, con grande anticipo rispetto alla data dell’Udienza, e poi si ritira il giorno prima della stessa. Un altro metodo è fare richiesta alla Chiesa di Santa Susanna, ufficio della Chiesa Cattolica Americana, tramite il loro sito, compilando un form (all’indirizzo web santasusanna.org/popeVatican/tickets.html).
Si può anche telefonare all’Ufficio Apostolico delle Benedizioni Papali (lunedi-sabato, 9-12; tel. 06 69883135) che vi indicherà come richiedere una benedizione papale, ma solo in occorrenza di matrimoni (o anniversari), cresime e battesimi. Solo per eventi particolari sono elargite le indulgenze (estinzione della pena per trasgressioni confessate). Una di queste occasioni è il Giubileo o Anno Santo, ogni 25 anni (l’ultimo nel 2000), durante il quale il Papa offre un’indulgenza Plenaria ai devoti, a pertinenti condizioni.

Papa Woityla: il più amato

Molti fedeli hanno preteso che Carol Woityla, dopo la sua scomparsa, fosse immediatamente nominato Santo; ma il processo di beatificazione non è potuto essere così rapido. Il motivo è dovuto a un rapporto epistolare di 55 anni con la dottoressa psichiatra Wanda Poltawska, connazionale e confidente del papa fin dalla verde età.
Le autorità della Congregazione per le Cause dei Santi stanno appurando l’assenza di avvenimenti sconvenienti.
Ciò non sminuisce la sua popolarità, forse maggiore a quella di papa Giovanni XXIII°, in grado di interessare a una moltitudine di fedeli, in particolare giovani, essendo un eccellente comunicatore, fuori dagli abituali canoni vaticani. Al suo primo discorso, appena nominato il 16 ottobre 1978, se ne uscì con la frase: ‘’se mi sbaglio mi corigerete’’, dimostrando il suo affetto spontaneo, che rimosse la diffidenza degli astanti per il papa straniero (non avveniva da oltre 450 anni). Woityla dimostrò una personalità con varie sfaccettature, capace in gioventù di allestire una compagnia teatrale clandestina, praticando sci e canottaggio; ma anche inflessibile nelle norme della fede cattolica, sentitamente anticomunista, al punto di contribuire notevolmente al processo di dissoluzione del blocco Sovietico.
Nei suoi viaggi, il vedersi con la gente è sempre stato una priorità.
In 27 anni ha compiuto 104 viaggi apostolici nel globo, e 146 visite pastorali in Italia.
Come Vescovo di Roma ha anche fatto visita a ben 317 delle 332 chiese della capitale.
Nel corso delle 1160 udienze del mercoledì ha potuto benedire oltre 17 milioni di fedeli, oltre a miriadi di presenti alle sue funzioni.