Ponte Milvio

Il ponte reso celebre dai lucchetti

Ponte Milvio è meta degli innamorati che intendono suggellare il loro amore con la tradizione del ‘lucchetto’.
Questa ha avuto origine da un noto film tratto dal romanzo di Federico Moccia. Il rituale consiste nel dichiararsi amore eterno, chiudere un lucchetto, e buttarlo nel Tevere. Oppure si lega una catena con lucchetto a un lampione del ponte, che sembra piegarsi, essendo già talmente sovraccarico di altre catene e lucchetti.
Il ponte, sito nell’intersezione delle vie Cassia, Flaminia, Clodia e Veientana, fu ideato e costruito nel sec. III a.C. dal magistrato Molvius. Fu qui che, come narra la leggenda, nel 312 Costantino vide in cielo una croce e la scritta ‘In hoc signo vinces’, dopodiché sbaragliò Massenzio e divenne imperatore dell’Impero Romano d’Occidente.

Nel Medioevo il ponte subì un forte deterioramento e poi fu restaurato, ma nel 1849 fu fatto saltare in aria da Garibaldi per bloccare gli eserciti francesi. Oggi, nuovamente ristrutturato, conserva parti molto interessanti come la torre di guardia a forma di arco, progettata da Valadier, la scultura dell’Immacolata di Pigiani e quella di S. Giovanni Nepomuceno di Cornacchini, ma, come già detto, è visitato dai turisti più per la tradizione recente.
Benché un lampione sia effettivamente crollato sotto il peso di lucchetti e catene, causando la protesta degli abitanti della zona, il sindaco ha pensato di trasferire in Campidoglio i lucchetti (prima inspiegabilmente spariti e poi ritrovati), e di rinforzare i lampioni con pali e agganci per fissarvi nuove catene e lucchetti.