Mosè di Michelangelo

Maldicenze ed equivoci sulla statua

Nel 1515 Michelangelo creò il Mosè, per abbellire la tomba di Papa Giulio II, nella basilica San Pietro in Vincoli, a pochi passi dal Colosseo.
Usando il marmo di Carrara scolpì la statua alta 2,35 metri, con corporatura muscolosa e occhi furenti; questo perché, come narra la Bibbia, al suo ritorno dal monte Siani con le tavole della Legge scritte col dito di Dio, vede gli ebrei intenti ad adorare un vitello d’oro e a ‘divertirsi’.
Sono molte le dicerie su quest’opera d’arte.

Di esempio secondo alcuni nella barba, sotto il labbro sottostante, si vede il profilo di papa Giulio II e un volto femminile.
Le piccole corna sulla testa sembrano la conseguenza di un’errata traduzione dall’ebraico originale: la Bibbia racconta che Mosè scese dal Sinai ‘raggiante di luce’; la parola ‘raggi’ in ebraico ‘karen’, fu riscritta errata nella Bibbia latina e trasformata in ‘keren’ cioè corna.