Gli acquedotti romani, capolavori di ingegneria

Tante sono le grandi opere di ingegneria antica e probabilmente fra le maggiormente considerevoli troviamo proprio gli acquedotti romani.

Indice:
  1. Perché gli acquedotti erano necessari?
  2. Progettazione costruzione e manutenzione degli acquedotti di Roma
  3. Gli acquedotti di Roma
  4. Quanta acqua portavano gli acquedotti romani?
  5. Gli acquedotti romani nell’impero

Perché gli acquedotti erano necessari?

Nell’antichità le città erano quasi sempre edificate nelle vicinanze di generose riserve d’acqua, e Roma non era certo un’eccezione.
All’inizio il Tevere e le altre fonti e sorgenti davano acqua a sufficienza, ma dal IV secolo a.C. la città incrementò notevolmente la sua popolazione e quindi anche la sua necessità di acqua.

Quasi nessuno aveva l’acqua corrente in casa, e quindi i romani realizzarono centinaia di bagni pubblici e privati, successivamente denominati terme. L’acqua del primo di questi stabilimenti proveniva dal condotto dell’Acqua Vergine, inaugurato nel 19 aC..
L’acquedotto fu costruito da Marco Agrippa che investì quasi tutte i suoi notevoli averi per riorganizzare ed estendere il sistema di rifornimento idrico di Roma.

Le terme di trasformarono in luoghi di ritrovo e le più estese avevano anche giardini e biblioteche. Non potendo fermare il flusso dell’acqua, gli acquedotti lasciavano scorrere l’acqua dalle terme nelle fognature che erano così lavate ininterrottamente dai rifiuti.

Progettazione costruzione e manutenzione degli acquedotti di Roma

Le alte arcate che si sviluppano a perdita d’occhio sono solo il 20 per cento degli acquedotti, il resto presenta un tragitto sotterraneo. Questa era la progettazione più efficace economicamente, perché gli acquedotti erano preservati dall’erosione e perché era minimo l’effetto sulle coltivazioni e sui vicini centri abitati.

In fase di progettazione di un acquedotto, gli ingegneri romani valutavano la qualità dell’acqua della fonte, la limpidezza, la portata e il gusto e consideravano anche la condizione fisica di chi solitamente la beveva. Successivamente i topografi determinavano il tragitto più utile, il dislivello del tracciato, il volume e la lunghezza del canale.

Gli acquedotti necessitavano di lavori di manutenzione e cura continui. Il progetto contemplava anche quello che sarebbe stato necessario per gli interventi di manutenzione: le sezioni sotterranee erano raggiungibili per mezzo di pozzetti e condotti e quando si doveva fare una riparazione importante, gli ingegneri erano in grado di dirottare momentaneamente il corso dell’acqua della zona da sistemare.

Gli acquedotti di Roma

Durante la prima parte del III secolo d.C. Roma possedeva già 11 acquedotti principali. Il primo ad essere edificato, nel 312 a.C.,fu quello dell’Acqua Appia, quasi tutto sotterraneo e lungo circa 16 chilometri. Ancora oggi in parte ben conservato è l’Acquedotto Claudio, che presenta una lunghezza di 69 chilometri di cui 10 fatti da arcate, alcune delle quali alte 27 metri.

Quanta acqua portavano gli acquedotti romani?

Veramente tanta era l’acqua che scorreva negli acquedotti di Roma! Solo il condotto dell’Acqua Marcia trasportava ogni giorno a Roma 190.000 metri cubi d’acqua.
Quando l’acqua giungeva nei pressi dell’area urbana, indotta dalla forza di gravità arrivava in vasche di distribuzione; poi, per mezzo di diramazioni, scorreva in direzione di altre vasche di distribuzione oppure in altri luoghi dove si utilizzava acqua.
Si ritiene che la rete idrica Romana fosse in grado di fornire ad ogni abitante di oltre 1.000 litri d’acqua al giorno.

Gli acquedotti romani nell’impero

Con l’estensione dell’impero, “gli acquedotti arrivavano laddove giungevano i romani”, narra il libro Roman Aqueducts & Water Supply.
Capolavori di ingegneria antica che ancora oggi sono presenti in Asia Minore, Francia, Spagna e Nordafrica e che affascinano solo a guardarli.

NOME COSTRUZIONE LUNGHEZZA
Acquedotto Appio 312 a.C. 16,5 km
Acquedotto Anio Vetus 270 a.C. 63,5 km
Acqua Marcia 144 a.C. 91 km
Aqua Tepula 125 a.C. 18 km
Aqua Iulia 33 a.C. 23 km
Aqua Vergine 19 a.C. 20 km
Aqua Alsietina 2 a.C. 33 km
Acquedotto Claudio 38 d.C. 68 km
Acquedotto Anio novus 38 d.C. 87 km
Acquedotto Traiano 109 d.C. 57 km
Acquedotto Alessandrino 226 d.C. 22 km

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Marcello D'Altri

Sulla cresta del web dal lontano 2000, ha sviluppato numerosi portali tursitici e realizzato centinaia di website in tutt’Italia.
Si occupa anche di Grafica e design mentre nel tempo libero si diletta col giardinaggio, ma dovrebbe iniziare a prendere in considerazione l’idea di non essere tanto bravo.
Nato a Cesena nel 1961 Risiede ad Albenga.
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