Il Colosseo

La più maestosa arena romana, fu ideato dall’imperatore Vespasiano, con l’obiettivo offrire divertimento alla plebe e aristocrazia, in precedenza tartassata dalla tirannia di Nerone.

Perché si chiama così

Dopo aver bonificato un lago, su una superficie di 19000 m², fu innalzato il Colosseo che in origine si chiamava ‘Amphitheatrum Flavium’, in onore alla famiglia Flavia. I fondi per questa immane opera provenivano dai tesori conquistati con la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., ed i lavori iniziarono nel 72 d.C. e finirono durante la vita dell’imperatore Tito. La sua inaugurazione fu festeggiata per 100 giorni con l’uccisione di numerosi animali. Il nome Colosseo fu utilizzato dal sec. VIII, per l’enorme statua innalzata nei pressi: il Colosso di Nerone, mutato poi in quello del Dio Sole.

Com’era e com’è

Salendo per una scala interna si accede all’emozionante zona delle gradinate, ma non è subito immediato immaginare quanto queste potessero grandiose. In origine era bianco splendente, con mura perimetrali e colonnati in travertino; il piano più in alto era un colonnato di marmo, e gli ingressi per le autorità ornate da meravigliosi stucchi. Dall’esterno si vedevano tre piani con 80 archi ognuno con semicolonne doriche, ioniche o corinzie. Un quarto piano era senza archi, ma con aperture rettangolari intervallate da scudi di bronzo. Fissati sopra di esso vi erano 240 pali di legno sui quali era legato il ‘velarium’, cioè un tendaggio che offriva riparo e ombra. Anche la pavimentazione originaria, sulla quale vi erano i combattimenti dei gladiatori, non è più visibile. Comunque una parte è stata ricostruita ed è utilizzata per alcuni spettacoli odierni.

Che cosa centra la croce?

Il Colosseo è anche un luogo ordinato per funzioni religiose. Infatti, nel 1744 Benedetto XIV fece allestire quattordici nicchie per le soste della via Crucis, che furono convalidate durante il giubileo del 1750, aggiungendo una grande croce, meta di una cerimonia che passava per via Sacra e arrivava al Colosseo. Gli anticlericali la portarono via verso il 1870, ma fu risistemata nel 1926 fra le rovine monumentali.

Professione centurione

Per portare via un degno ricordo dal Colosseo potrete farvi fotografare assieme a uno dei figuranti con lussuose vesti d’epoca romana, provenienti da cinecittà, con tanto di spada (in plastica).

Passaggi segreti

Sotto quella che era la pavimentazione si ammirano i resti di 15 corridoi paralleli a una galleria centrale, usati come magazzino sotterraneo delle armi e strumentari per i giochi, gabbie delle fiere, e carrelli elevatori per far salire nello spettacolo i gladiatori, gli animali e le macchine scenografiche. Si può visitare da vicino il pianterreno e il primo piano; inoltre c’è un museo con i materiali che erano nel suddetto magazzino.

A ciascuno il suo posto

Anticamente il popolo poteva entrare al Colosseo da uno dei settantasei ingressi numerati, ai quali si doveva esibire una tessera; mentre le autorità entravano da quattro ingressi ai punti cardinali. Gli spettatori dovevano prendere posto nel settore che era riservato al proprio ceto sociale. Più in basso con visibilità migliore, si accomodavano i senatori e le loro famiglie; il volgo stava in piedi sulle scalinate di legno separate da un muretto. All’interno c’erano due ingressi: la ‘Porta Triumphalis’, dalla quale entravano gladiatori e animali; dalla ‘Porta Libitinensis’ (da Labitinia dea della morte), erano portati via i corpi morti degli antagonisti.

Fatto con le pietre del Colosseo

Nel sec. VI il Colosseo non fu più impiegato come teatro di sanguinosi scontri, ed iniziò un processo di decadimento. Nel Medioevo era utilizzato da alcuni come abitazione, e in seguito si facevano scavi per estrarre materiale edile. Ad esempio gli elementi in travertino furono usati nel Palazzo Barberini (del 1625), da cià il detto: “Quod non fecerunt Barbari fecerunt Barberini” (“Ciò che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini”).